Matteo Berrettini, le bugie hanno le gambe cortissime: ha mentito, ma è stato scoperto alla velocità della luce. Ecco cosa è successo di preciso.
Probabilmente si sarà accorto di aver calcato troppo la mano. E di aver fatto passare, soprattutto, un messaggio diverso da quello che intendeva diffondere. Ma Matteo Berrettini ha fatto giusto in tempo, per fortuna, a ritrattare e ad invertire la rotta. A far sapere che parte delle tante cose che ha detto durante il podcast Tintoria erano state esasperate per goliardia.

Come le riflessioni sul padel, per esempio, sport del quale non era sembrato, al cospetto di Daniele Tinti e Stefano Rapone, un grande fan. Aveva sottolineato, tanto per cominciare, che i tennisti non erano particolarmente contenti del fatto che la Federazione avesse accolto sotto la sua “egida” anche lo sport cugino del tennis. Aveva poi raccontato, tra le risate generali, di come suo papà, Luca Berrettini, si fosse dato al padel dopo anni e anni sui campi da tennis.
La famiglia è in lutto, aveva scherzato Matteo, alludendo al fatto che in una famiglia di tennisti fosse assai insolito che ci fosse un padelista. Affermazioni che stridono col fatto che, nello scorso fine settimana, si sia recato al Miami Beach Convention Center per assistere in prima persona al Motorola razr Miami Premier Padel P1. Ma cosa ci ha nascosto, allora, il martello romano?
Berrettini si contraddice: ha subito invertito la rotta
Berrettini, interpellato in merito da LiveTennis, ha chiarito che a Tintoria si scherzava, ma che il padel non gli dispiace affatto, anzi. “Con mio padre gioco spesso, certo – ha aggiunto, a supporto della sua tesi – ma mai in coppia perché lui gioca a sinistra e io anche, quindi non so se vi rendete conto, vuole giocare la diagonale contro di me, una follia dai… lui è fermo non si muove…”.

“Gioco a padel anche con diversi tennisti – ha spiegato Matteo – ultimamente ho giocato con Volandri, mio fratello Jacopo e Andrea Pellegrino e ci siamo divertiti parecchio, a volte tra allenamenti e tornei il tempo è poco ma quando posso mi piace giocare. È uno sport fortemente socializzante che mette in contatto le persone mentre fanno sport, mi pare un aspetto importante da sottolineare”.
Da qui a cambiare idea sullo sport da praticare, però, ce ne passa. Se mai dovesse accadere, però, Berrettini ha un sogno: “Se dovessi scegliere un compagno ideale qui a Miami? Considerando che io a padel gioco a sinistra direi Fede Chingotto“. La conversione non è all’orizzonte, ma chi lo sa: mai dire mai, no?