Solo menzogne su Berrettini: è l’ora della verità

Sul conto di Matteo Berrettini solo frottole fino a questo momento: è scoccata l’ora della verità, c’è qualcosa che dovete sapere sul tennista romano.

“Punto ad essere competitivo su tutte le superfici, a vincere ovunque ne abbia l’opportunità, e di riuscirci prima di arrivare a giugno, quando ritroveremo l’erba, perché voglio uscire dal cliché che mi descrive ormai come un giocatore buono solo per i prati. E se devo dirla tutta, sto aspettando di godermi la stagione sulla terra, perché è da troppo tempo che non riesco a completarne una”.

Berrettini
Solo menzogne su Berrettini: è l’ora della verità (AnsaFoto) – Ilveggente.it

Si è espresso così, in questi termini, nei giorni scorsi, Matteo Berrettini. Delle dichiarazioni che, per ovvie ragioni, hanno lasciato tutti di stucco, non fosse altro perché, alla luce del grandissimo risultato ottenuto nel 2021 a Wimbledon, la sua figura è sempre stata associata ai verdi prati europei. In maniera un po’ semplicistica, effettivamente. E forse ha ragione lui, quando dice che vorrebbe scucirsi di dosso un’etichetta che, per forza di cose, lo costringe in un “ruolo” che forse ha iniziato a stargli un po’ stretto.

Ci vorrà ancora un po’ perché inizi la stagione sulla terra rossa, ma non v’è dubbio sul fatto che anche sul cemento indoor sia stato, fino a questo momento, molto performante. A Doha ha addirittura battuto Novak Djokovic e questo ci fa sperare che abbia ritrovato, finalmente, la retta via. Posto che solo il tempo ci darà conferma o meno di questa ipotesi.

Che non si dica più: a Berrettini piace rosso

Il punto, ad ogni modo, è un altro. Se Berrettini ha confessato, nei giorni scorsi, di non gradire il fatto che si parli di lui come di un erbivoro buono solo a giocare sulle superfici green, qualcun altro si è unito al suo coro. Qualcuno che lo conosce molto bene.

Berrettini e Santopadre
Che non si dica più: a Berrettini piace rosso (AnsaFoto) – Ilveggente.it

Si tratta di Vincenzo Santopadre, che nell’intervista rilasciata al quotidiano La Repubblica ha detto, sostanzialmente, che sul conto del suo ex pupillo sono state dette un mucchio di frottole. Quando il cronista ha chiamato “erbivoro” Matteo, il coach si è fatto sentire: “Chi l’ha detto? Matteo nasce ‘terraiolo’, e all’inizio sull’erba faticava, tanto che abbiamo dovuto lavorarci su. Certo, lì poi ha cominciato ad avere delle percentuali assurde. Però è stato semifinalista agli Us Open e in Australia, sul cemento; a Roma e Parigi in passato ha raggiunto i quarti. Può fare bene su tutte le superfici”.

“Credo gli Internazionali d’Italia – ha sentenziato ancora Santopadre – possano essere un momento importante, per la sua stagione: per lui è come essere in Davis o quando giocava per l’Aniene, gli piace vivere quella pressione, si esalta in certe situazioni. Del resto, Adriano Panatta lo sentiva come il suo erede: entrambi talentuosi, belli, educati, romani”.

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