Sinner, le possibilità che accadesse ancora una volta erano altissime: così l’altoatesino ha sfidato la storia e la statistica.
Ci ha fatto sudare freddo ed è innegabile, ma una volta prese le misure non ce n’è stato più per nessuno. Benché avesse perso il primo set, Jannik Sinner è riuscito ad avere la meglio su Tallon Griekspoor al suo esordio stagionale sull’erba, dopo 2 ore e 19 minuti di grande tennis e di “acrobazie” varie, vedi il tuffo con arrotolamento che ha fatto sognare un po’ tutti.
L’azzurro ha confermato di non aver perso per strada, non che lo avessimo mai pensato, la sua resilienza e la sua caparbietà. Nel secondo parziale è riuscito ad annullare due pericolosissime palle break e ha poi sfruttato nel migliore dei modi il calo dell’olandese, assicurandosi l’accesso al turno successivo dell’Atp di Halle. Una vittoria che non era affatto scontata, aggiungeremmo. E non perché Jannik non se la cavi sull’erba, sebbene non sia certo la sua superficie preferita, ma per un altro motivo riconducibile alla “statistica”.
Il nativo di Sesto Pusteria ha scansato un fosso, come si suol dire, nella misura in cui era probabilissimo, purtroppo, che perdesse la partita inaugurale della parentesi di colore verde. La storia ci insegna, infatti, che molti numeri 1 hanno perso il primo match disputato dopo la conquista della vetta del ranking. Ma Jannik, appunto, ha sfidato la statistica e si è distinto, un po’ come sempre, del resto.
Quattro campioni, prima di lui, non hanno avuto la sua stessa “fortuna”. Carlos Alcaraz, ad esempio, fu battuto da Felix Auger Aliassime in Coppa Davis al suo rientro dopo i festeggiamenti, così come il suo mentore, Juan Carlos Ferrero, fu costretto a digerire la sconfitta che gli rifilò, nel 2005, Andreas Seppi. Guarda caso, anche per lui fu fatale la Coppa Davis.
Prima di loro, l’ex numero 1 Thomas Muster si arrese alla corte di Sandon Stolle in quel di Dubai, mentre ancora prima, nel 1980, John McEnroe fu messo alla porta José Luis Clerc. E indovinate in che occasione? Ancora una volta in Coppa Davis, sì, manco esistesse una sorta di maledizione.
Fortunatamente, per Sinner il pericolo è ormai scampato. È stato doppiamente bravo, quindi, sia a vincere al suo esordio stagionale sull’erba che a confermare il suo primato. E tutto si può dire, quindi, tranne che non meriti quella vetta per cui ha tanto sudato.
Questo contenuto è stato modificato 20 Giugno 2024 08:23
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