Berrettini, la confessione a cuore aperto ha spiazzato un po’ tutti: se c’è qualcuno che bisogna ringraziare, quello è proprio lui.
Quando si sono “lasciati”, è come se si fosse chiusa un’era. Era difficile anche solo immaginare, in quel frangente, che potesse esserci vita oltre quella coppia storica e robustissima composta da Matteo Berrettini e Vincenzo Santopadre. E c’è ancora chi, per la verità, rimpiange quei bei tempi andati, sebbene ognuno sappia, in cuor suo, che entrambi avevano bisogno di voltare pagina e di andare in cerca di nuovi stimoli.
Ciò nonostante, il video girato dietro le quinte di Montecarlo, in cui si vedeva il coach che aiutava il suo ex pupillo a riscaldarsi, aveva commosso un po’ tutti. Non fosse altro perché dimostrava, in un modo puro e bellissimo, che certi “amori” non muoiono mai. Che Santopadre sarà per sempre, in qualche modo, il mentore del martello romano, così come The Hammer sarà per sempre il suo “ragazzo”. Tanto è vero che si percepisce un po’ di nostalgia, tra le righe dell’intervista che l’allenatore ha rilasciato nelle scorse ore al sito spagnolo Puntodebreak.
Ha parlato molto più del suo nuovo allievo, ovviamente, ma da quel paio di passaggi riservati al suo Matteo si evince chiaramente che è ancora il suo fan numero 1. Che non smetterà mai, com’è giusto che sia, di fare il tifo per quel ragazzone tutto cuore e muscoli a fianco del quale ha lavorato per oltre un decennio.
Ha detto un paio di cose che meritano di essere approfondite, lo storico coach di Berrettini. Intanto la sua mente è tornata a quel magico Wimbledon 2021, a quella coppa sfiorata, nonché agli altri Slam che Matteo è stato lì lì per vincere.
“È stato un peccato – ha osservato Vincenzo in merito – perché è arrivato in finale a Wimbledon, in semifinale allo US Open e in semifinale all’Australian Open. Ma le cose succedono sempre per un motivo, prima di Matteo avevamo già Fognini, che lo ha aiutato tantissimo a migliorare. In questo caso credo che Matteo sia stato fonte di ispirazione per chi è arrivato dopo di lui. Sono stato molto contento della vittoria di Jannik a Melbourne, è un ragazzo eccezionale e conosco molto bene il suo allenatore, Simone Vagnozzi. Naturalmente mi auguro con tutto il cuore che anche Matteo possa vincere qualcosa di così importante, se lo merita”.
Infine, si è espresso in merito alla possibilità che il suo nuovo pupillo, Luca Van Assche, incontri Berrettini in campo: “Sarebbe dura”, ha commentato. “Mi piacerebbe che questa partita accadesse – ha poi aggiunto – ma in finale”. Che non gli si chieda per chi fra i due tiferebbe di più. Perché il cuore, si sa, ha le sue ragioni che la ragione non conosce.
Questo contenuto è stato modificato 22 Aprile 2024 09:47
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