Wimbledon, la protesta silenziosa viaggia sui social network nella domenica della finalissima: ecco cosa è successo durante il match.
Dire che sia stato un Wimbledon anomalo non renderebbe sufficientemente l’idea di quante stranezze lo abbiano caratterizzato. Poche cose sono andate per il verso giusto: la vittoria di Novak Djokovic è forse la sola certezza in un mare di cose strambe e per certi versi anche bizzarre.
Che piega inaspettata fosse destinato a prendere lo Slam britannico lo si era intuito già quando gli organizzatori avevano comunicato la loro presa di posizione. Durissima, come certamente ricorderete. L’esclusione dei tennisti russi e bielorussi dalla competizione ha animato il dibattito pubblico per settimane e settimane.
Si era paventata l’ipotesi di un boicottaggio di massa, ma alla fine si è preferito lasciar correre per il quieto vivere. Stesso discorso per quanto riguarda la decisione dell’Atp e della Wta, che per tutta risposta avevano annunciato che in questa edizione di Wimbledon non sarebbero stati assegnati punti a nessuno.
A quel punto si era temuto che lo show di Church Road venisse declassato a mera esibizione fine a se stessa. Così non è stato. Lo spettacolo c’è stato comunque e nulla, neanche le polemiche che avevano tenuto banco all’indomani del pugno di ferro tra i circuiti e gli organizzatori, ha sciupato l’atmosfera che si respira all’All England Club.
Una protesta silenziosa, un piccolo sit-in casalingo se vogliamo, ha però rubato la scena per qualche minuto all’avvincente sfida tra Djokovic e Kyrgios. Mentre i due finalisti se le davano di santa ragione in un’arena gremitissima, qualcuno si prendeva la sua personale rivincita.
Quel qualcuno è Daniil Medvedev, attuale numero uno al mondo, escluso dal torneo perché russo. Proprio durante la gara ha postato – e lui non è un tipo per niente social – una foto che lo ritraeva nel soggiorno di casa intento a guardare la tv. Ma non la finale di Wimbledon, quanto piuttosto il GP d’Austria. “La domenica perfetta” si legge nell’angolo destro della sua foto, come a voler rimarcare che in quel momento non avrebbe potuto e voluto fare nulla di diverso da quello che stava facendo. In barba agli inglesi e pure al karma, che ha voluto “punire” gli organizzatori lasciando che a trionfare nel singolare femminile fosse proprio una russa doc, accolta al Club solo perché naturalizzata kazaka.
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